Il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva il Decreto correttivo in materia di concordato preventivo biennale, contenente disposizioni integrative e correttive relative a diversi adempimenti. Tra le misure adottate, spicca una modifica di particolare rilievo per il settore sanitario: diventa definitivo il divieto di fatturazione elettronica tramite Sistema di Interscambio (SdI) verso persone fisiche da parte degli operatori sanitari.
Il provvedimento, atteso e sollecitato da tempo dalle principali Federazioni sanitarie, recepisce una posizione ormai consolidata: tutelare il diritto alla privacy dei cittadini ed evitare che informazioni sensibili vengano esposte attraverso il SdI dell’Agenzia delle Entrate.
Il divieto, inizialmente introdotto in via transitoria dal D.L. 119/2018 e prorogato annualmente fino al 2025 (da ultimo con il DL 202/2024, cosiddetto “Milleproroghe”), è ora stabilizzato in modo permanente. Non sarà quindi più necessario rinnovarne di volta in volta l’applicazione attraverso norme temporanee.
Cosa cambia per gli operatori sanitari
Gli operatori sanitari, tra cui i fisioterapisti, non potranno più emettere fatture elettroniche tramite SdI per le prestazioni rese a persone fisiche.
Le fatture dovranno continuare a essere emesse:
· in formato cartaceo, oppure
· in formato elettronico non transitante dal Sistema di Interscambio, come già chiarito dalla circolare AE n. 14/E del 2019.
Resta invece obbligatoria la fatturazione elettronica tramite SdI per le prestazioni sanitarie rivolte a soggetti giuridici (es. società, enti) e per tutte le prestazioni non sanitarie (relazioni, consulenze, ecc.).
Rimane inoltre l’obbligo di invio dei dati al Sistema Tessera Sanitaria ai fini della predisposizione della dichiarazione dei redditi precompilata. A partire dal 2025, tale trasmissione avverrà con cadenza annuale, secondo un termine che sarà definito dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.
L’OFI di Catania, Ragusa e Siracusa sottolinea come questo risultato rappresenti un importante passo avanti nella valorizzazione del principio di riservatezza del dato sanitario, parte integrante del diritto alla salute sancito dalla nostra Costituzione.


